AMEG

OwenAMEG

Ad Maiorem Ernesti Gloriam

Appunti sulla biografia Hemingway e l’Italia, di Richard Owen (traduzione di Daniela De Lorenzo, Donzelli, Roma 2017) e sul testo originale inglese Hemingway in Italy (Haus Publishing, London 2017).

Osservazioni in generale

. Il risvolto di copertina dell’edizione italiana recita: “Nel corso degli ultimi vent’anni nulla di nuovo è stato aggiunto alla biografia di uno dei massimi scrittori del Novecento.” Non è esatto, per esempio è dal 2005 che io vado aggiungendo qualche novità, ma devo ammettere la mia scarsa visibilità. È comunque vero che nel libro di Owen non c’è nulla di nuovo o inedito, il suo pregio sta nel fatto che vi sono radunate per la prima volta le informazioni relative all’Hemingway italiano.

. Salvo eccezioni segnalate, le imprecisioni rilevate sul testo tradotto riguardano anche il testo originale.

. Non ho eseguito un controllo integrale della traduzione italiana, ho solo esaminato casi sospetti di primo acchito. A parte qualche svista, soprattutto di carattere geografico, e tenendo conto del poco tempo a disposizione per realizzarla – dal momento che le due edizioni sono uscite praticamente in contemporanea – la traduzione sembra discreta, col merito di aver rettificato qualche svarione dell’autore.

. Tutte le citazioni da opere di Hemingway nel testo italiano sono tratte dalle traduzioni di Fernanda Pivano: sarebbero da rivedere, in quanto spesso fuorvianti.

. Senza motivo apparente, nel testo inglese sono saltati gli accenti da tutte le parole italiane e francesi accentate (Cantù, Donà, Doneà, Forlì, baccalà, caffè, Île).

. L’intervista a Giacomo Ivancich del 23 novembre 2014 è di Stefano Lorenzetto, non Lorenzetti. Nell’edizione inglese il riferimento in bibliografia è corretto, però doppio.

. La copertina scelta per l’edizione italiana è orrenda. L’immagine non sembra nemmeno scattata in Italia, ma probabilmente a Cuba.

. Gli appunti sono ordinati secondo la successione dei capitoli del libro, bisogna inoltrarsi nella lettura per trovare i più interessanti.

Piero Ambrogio Pozzi

Introduzione

Pag. 7

“L’Italia (…) lo aiutò a riprendersi dalle pesanti conseguenze di due incidenti aerei durante un safari in Africa.”

Ernest Hemingway si recò direttamente in Italia, alla fine del safari africano degli anni 1953-54, non tanto per riprendersi dalle pesanti conseguenze fisiche, quanto per abbracciare e tranquillizzare la donna che amava, Adriana Ivancich. Il senso comune avrebbe voluto che si recasse subito in una clinica di fama adeguata, e non lo fece, sfidando l’ostilità della moglie Mary, come risulta da una lettera a Aaron E. Hotchner dalla motonave Africa: “There is an excellent chance Miss M. will beat my brains out and as we approach Venice the odds on this shorten.” [DPDH, lettera del 14 marzo 1954 a A.E. Hotchner, p. 158]. Risulta anche da una lettera a Bernard Berenson dal Kenya: “But I want to see my lovely Adriana…” [SL, lettera del 2 febbraio 1954 a Bernard Berenson, p. 828].

Pag. 15

“Ma tu l’hai mai vista un’alba dal Monte Grappa? L’hai mai sentito il crepuscolo di giugno sulle Dolomiti? O assaggiato lo Strega che fanno a Cittadella? O camminato per Vicenza di notte sotto una luna che ti bombarda? Sai, la guerra non è solo combattere, è molto di più.”

La traduzione della citazione è un poco approssimativa. Per esempio Pickles McCarty l’avrà bevuto a Cittadella, ma lo Strega lo fanno a Benevento.

  1. La guerra sulle Dolomiti

Pag. 18

“…gli italiani allo stremo furono sconfitti una volta per tutte nella battaglia di Caporetto…”

Fu una sconfitta decisiva, non definitiva. In inglese decisively defeated è corretto.

Pag. 19

“… che in quel momento avevano già superato Grave di Papadopoli.”

Le Grave (ghiaie) di Papadopoli sono un’isola nel letto del Piave, non un paese. Nell’edizione inglese il riferimento è corretto.

Pag. 13 del testo inglese

“Hemingway was sent on his first day in Milan to a bombed munitions factory at Bollate…”

La fabbrica era esplosa, ma non in seguito a un bombardamento. Giusta la traduzione italiana.

Pag. 14 del testo inglese

“… Vittorio Emmanuele Gallery…”

Refuso per Emanuele.

  1. Fossalta di Piave

Pag. 27

“La storia è ambientata a Gorizia, ma l’atmosfera è quella che l’autore aveva vissuto sulle Dolomiti.”

L’autore, da autista dell’ARC (American Red Cross), non era mai stato sulle Dolomiti.

Pag. 20 del testo inglese

“… is the nearby former Benedictine Abbey of Monastier, Santa Maria del Pero (meaning ‘river port’)…”

L’abbazia è situata presso il fiume chiamato una volta Pero (ora Meolo) ma non c’è nulla che significhi ‘porto fluviale’.

Pag. 32

“… potrebbe però essere sembrata gialla nel bagliore dei razzi di segnalazione che gli austriaci sparavano per illuminare gli obiettivi.”

Erano bengala (flares), non razzi di segnalazione.

Pag. 36

“…dove i medici gli estrassero alcune schegge dal corpo e quasi sicuramente gli diedero della penicillina per scongiurare il rischio di cancrena e di setticemia…”

Fleming scoprì la penicillina nel 1929, e fu usata solo a partire dalla seconda Guerra Mondiale.

  1. Agnes e Catherine

Pag. 45

“Secondo Giovanni Cecchin, compianto studioso di Hemingway, è probabile che lo scrittore pensasse a Villa dei conti Trento a Dolegnano del Collio…”

Inspiegabilmente nella traduzione scompare l’attributo originale di Cecchin, “foremost Italian authority on Hemingway”. Cecchin è davvero uno studioso importante. Il paese è Dolegnano, frazione di San Giovanni al Natisone in provincia di Udine, da non confondersi con Dolegna del Collio in provincia di Gorizia.

Pag. 32 del testo inglese

“… Dolegnano del Collio, some ten miles from Gorizia in Friuli, just across the regional border from the Veneto.”

Dolegnano, che si trova a circa 5 km dal confine con la Slovenia e a circa 40 km in linea d’aria dal confine col Veneto. Il riferimento all’asserito vicino confine col Veneto è giustamente assente nella traduzione.

  1. L’amore alla Scala

Pag. 38 del testo inglese

“… Galleria Vittorio Emmanuele…”

Refuso per Emanuele.

  1. La ragazza di Torino

Pag. 56

“… una cartolina che raffigurava il confine svizzero-italiano visto dal Mottarone.”

Il confine non è visibile dal Mottarone. Al limite si vedranno i monti della Svizzera.

  1. Bassano del Grappa

Pag. 47 del testo inglese

“… but then to the historic town of Bassano del Grappa in the foothills of the Dolomites…”

Parte di questa frase è giustamente saltata in traduzione, perché Bassano non è ai piedi delle Dolomiti.

Pag. 47 del testo inglese

“… known as Bassana Veneto…”

Refuso per Bassano.

Pag. 64

“Dal centro storico, a monte rispetto alla villa, si vedono profilarsi in lontananza il monte Grappa e le Dolomiti…”

Il centro storico di Bassano è a valle, rispetto alla villa Ca’ Erizzo. Il monte Grappa è vicino, e le Dolomiti non sono visibili.

La traduzione non rispecchia l’originale inglese.

  1. Taormina

Pag. 57 del testo inglese

“… member of the Cincinatti Procter and Gamble soap dynasty.”

Refuso per Cincinnati, ripetuto tre righe sotto.

Pag. 78

“Alcuni anni dopo, nel 1950, raccontò al generale Charles «Buck» Langham che, …”

Refuso per Lanham.

Refuso presente anche nel testo inglese, pag. 58.

Pag. 60 del testo inglese

“… with the actress Eleanora Duse…”

Refuso per “Eleonora”.

  1. In un altro paese

Pag. 87

“… ferito a seguito di un bombardamento aereo notturno…”

Probabilmente non si tratta di un bombardamento aereo.

Anche il testo inglese è ambiguo (night bombing raid, a pag. 67). Gli aerei dell’epoca non erano attrezzati per il bombardamento notturno.

  1. Il corrispondente da Genova

Pag. 96

“Hemingway tra l’altro descrive erroneamente D’Annunzio come ebreo.”

Lo fa per scherzo, rettificando l’affermazione subito dopo: “I always wondered what his real name was, he thought, because nobody is named d’Annunzio in a practical country and perhaps he was not Jewish and what difference did it make if he was or was not.” [ARIT, p. 36]

  1. Il più grande bluff d’Europa

Pag. 105

“Anche Schio fu una delusione: quella «cittadina del Trentino che sorge alle spalle delle Alpi»…”

Schio non è nel Trentino – ma non è errore di Owen – e non sorge alle spalle delle Alpi, ma sotto la sua bastionata (under the shoulder of the Alps).

Pag. 86 del testo inglese

“… Giacomo Matteoti…”

Refuso per Matteotti, ripetuto tre righe sotto.

  1. Rapallo e Cortina

Pag. 89 del testo inglese

“… Mary de Rachewitz…”

Refuso per Rachewiltz.

Pag. 91 del testo inglese

“… Sigismundo Malatesta…”

Refuso per Sigismondo.

Pag. 120

“… il loro primogenito, John Hadley Nicanor, che prese il cognome della madre…”

Hadley è il nome della madre, non il cognome.

La traduzione non rispecchia l’originale inglese.

  1. Che ti dice la patria?

Pag. 127

“In seguito risalirono la costa adriatica fino a Forlì…”

Da Rimini a Forlì non si risale la costa adriatica, si segue la via Emilia.

Pag. 102 del testo inglese

“Tiene Duro” – “Hold Fast”.

Refuso per “Tieni duro”.

  1. Una grande religione

Pag. 105 del testo inglese

“Dr Amadeo Kraus”

Refuso per Amedeo.

Pag. 107 del testo inglese

“Born in the Florentine suburb of Solliciano…”

Refuso per Sollicciano.

  1. L’estrema unzione

Pag. 148

“… nella chiesa di Saint-Sulpice, nel quartiere Luxembourg di Parigi – «due torri, un elegante doppio colonnato, massiccio ma delicato» …”

Il colonnato di Saint-Sulpice è effettivamente doppio, ma la traduttrice non dovrebbe essere autorizzata a modificare le citazioni da Hemingway, che è libero di sbagliare, come a pag. 113 del testo inglese: “… in the church of Saint-Sulpice in the Luxembourg Quarter, he later told Hotchner – «twin towers, three tiers of elegant columns, massively delicate»… ”

  1. L’Harry’s Bar

Pag. 117 del testo inglese

“… a Spanish colonial farmstead twelve miles from Havana…”

Sono circa 10 km in linea d’aria dal centro dell’Avana.

Pag. 120 del testo inglese

“… Fernanda Pivano, who had been arrested during the Second World War for translating A Farewell to Arms…”

È falso, Pivano non è mai stata arrestata. La sua traduzione, la terza italiana dopo quella di Bruno Fonzi (Jandi Sapi 1945) e quella di Dante Isella, Giansiro Ferrata e Puccio Russo (Mondadori 1946), è apparsa da Mondadori soltanto nel 1949. Con tutta probabilità è infiorata anche la versione che Pivano dà della visita all’Albergo Nazionale, sede della Gestapo a Torino [LA, p. 39]. Si noti che ai tedeschi, che a Caporetto avevano vinto, non importava nulla dell’asserito vilipendio all’esercito italiano.

Pag. 122 del testo inglese

“… where his favourite dish was baccala all veneta (dried and salted cod Venetian style)…”

Refuso per baccalà alla veneta. In realtà ottenuto da stoccafisso (stockfish), merluzzo semplicemente essiccato, non salato.

Pag. 159

“una stanza enorme, eccessiva, che affaccia sul Canal Grande, proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Luce”…

Citazione sbagliata, quella giusta recita: “a huge inconvenient room just opposite the Church of Santa Maria della Salute on the Grand Canal.” [HIW, p. 224].

Pag. 161

“benché sulle Dolomiti fosse stato soltanto un autista di ambulanze dell’Arc”…

Ernest non è mai stato sulle Dolomiti come autista dell’ARC.

Pag. 161

“… era chissà come arrivato a convincersi di aver difeso anche Venezia in gioventù, guadando le paludi salmastre della laguna a Caposile, immerso nell’acqua fino al torace.”

Il testo inglese non parla di guadi (… by standing chest deep…). Erano i tedeschi a guadare le paludi: “… and then you killed the men who came wading across the marshes, holding their rifles above the water and coming as slow as men wade, waist deep.” [ARIT, p. 23].

  1. Adriana e Renata

Pag. 165

“Di ritorno a Cortina, un piovoso sabato pomeriggio di dicembre, Ernest andò a caccia di pernici e anatre insieme a Carlo Kechler, fratello del conte Federico, e a un altro aristocratico veneto che poi avrebbe conosciuto meglio, il barone Nanuk Franchetti, in una riserva di caccia di Franchetti a San Gaetano, vicino a Caorle. Fu lì che Hemingway conobbe la ragazza che gli avrebbe conquistato il cuore: Adriana Ivancich…”

Secondo le mie ricerche si trattava del pomeriggio di venerdì 10 dicembre 1948. Le pernici non mi risultano. Hemingway ha incontrato Adriana sulla strada da Codroipo verso San Gaetano di Caorle, precisamente all’incrocio delle Quattro Strade di Latisana, l’attuale Piazzale Osoppo [FLIL, p. 5].

Pag. 165

“… al che Hemingway le offrì un po’ di whisky per scaldarsi…”

Il whisky Hemingway gliel’aveva offerto il giorno prima, sulla Buick, appena partiti da Latisana [TB, p. 10].

Pag. 128 del testo inglese

“… from the island of Lussino (Mali Losinj)…”

Mali Losinj è il nome croato del capoluogo dell’isola, Lussinpiccolo, non dell’isola stessa. Errore copiato dalle memorie di Mary Welsh Hemingway [HIW, p. 256].

Pag. 129 del testo inglese

“… near the lagoon port of Caorle.”

Caorle affaccia sul mare aperto, non sulla laguna.

Pag. 168

“… tanto che più volte aveva attraversato il ponte per andare a guardare le vetrine dei negozi a Latisana, ma poi ogni volta era tornata indietro.”

Adriana attraversava l’incrocio alle Quattro Strade di Latisana, il ponte sul Tagliamento era ben distante, a più di un chilometro [TB, pp. 7-8].

Pag. 168

“… la chiamava «daughter» – un vezzeggiativo con cui si rivolgeva a tutte le ragazze più giovani.”

Ernest chiamava daughter anche Marlene Dietrich, sua coetanea.

Pag. 168

“Nei suoi scritti, a differenza della realtà, avrebbe però avuto – o meglio, lo avrebbe avuto il suo ennesimo alter ego, Richard Cantwell – un rapporto sessuale con lei (nel personaggio di Renata) su una gondola.”

Nei capitoli 12 e 13 di Across the River nel personaggio di Renata non c’è Adriana, ma Marlene Dietrich [FLIL, pp. 21-24]. Ad ogni modo non c’è stato alcun rapporto sessuale completo, solo petting spinto.

Pag. 168

Pronunciato all’inglese Renata diventa «Rinata» e voleva forse simboleggiare l’anima di Venezia…”

L’origine del nome Renata è molto più probabilmente legata alla ispirazione dannunziana del Notturno [FLIL, p. 12].

Pag. 131 del testo inglese

“On that fateful rainy winter’s day…”

Era autunno.

  1. Di là dal fiume

Pag. 171

“… il conte Carlo Ivancich, era stato assassinato in un vicolo della città.”

Gli Ivancich non avevano titoli nobiliari. Il cadavere del papà di Adriana era stato trovato sul greto del Tagliamento. Owen ha ripreso la versione data da Mary Welsh Hemingway [HIW, p. 247].

Pag. 178

“… quando Cantwell muore d’infarto sulla strada di ritorno a Trieste…”

Cantwell muore d’infarto sulla strada che da Latisana porta a Codroipo, avendo fatto prima deviare Jackson dalla statale per Trieste [FLIL, pp. 89-91].

  1. L’amore in gondola

Pag. 179

Di là dal fiume e tra gli alberi presenta alcune analogie con La morte a Venezia di Thomas Mann…”

Quali analogie? Non riconosco quelle riportate alla fine del capitolo 21. Morte a Ketchum.

Pag. 179

La trovata di Cantwell, che si finge a capo di una immaginaria organizzazione di tipo massonico – l’Ordine di Brusadelli – in cui il capocameriere del Gritti (che asseconda quella fantasia) è il Gran Maestro…”

Cantwell non si finge a capo, il capo è il Gran Maestro, e l’organizzazione che ha inventato non è di tipo massonico, è un ordine cavalleresco in versione sconveniente.

Pag. 180

“Ma anche in questo caso Hemingway applica alla scrittura la «teoria dell’iceberg», dove la storia avviene appena sotto la superficie. Non viene mai spiegato, per esempio, per quale motivo Cantwell è stato retrocesso da generale a colonnello.”

Non capisco cosa c’entri la teoria dell’iceberg con la retrocessione di Cantwell, che non è ovviamente avvenuta per motivi infamanti: un ufficiale di carriera con l’orgoglio di Cantwell non l’avrebbe sopportata e si sarebbe ritirato dall’esercito. Più banalmente alla smobilitazione un consistente numero di generali di brigata (500), nominati temporaneamente per coprire i posti vacanti nel crescente sforzo bellico americano, sono stati riportati amministrativamente al grado di carriera. Nel 1948 la smobilitazione era già avvenuta da un paio d’anni [212 Generals Cut To Colonel Rank, articolo sul New York Times dell’8 marzo 1946]. Evidentemente Hemingway ha giudicato che rivelare il motivo vero non gli facesse gioco.

Pag. 181

“… Sergio Perosa… considera Di là dal fiume e tra gli alberi «un libro molto interessante», e preferibile a diverse altre opere successive di Hemingway.”

Di successivo c’è unicamente Il vecchio e il mare.

Pag. 185

“Tuttavia non fanno l’amore e Renata dice al colonnello di avere un dispiacere da dargli, alludendo probabilmente al fatto che ha le mestruazioni.”

Il colonnello sapeva benissimo di essere a rischio d’infarto, e non voleva morire facendo l’amore con Renata. Le mestruazioni avrebbero reso tecnicamente impossibile anche il successivo petting spinto in gondola.

Pag. 185

“Cenano in albergo e mangiano un’aragosta proveniente dalla costa dalmata…”

Classico esempio degli errori di traduzione di Fernanda Pivano: il dark green lobster era un astice verde scuro, non una giovanissima aragosta.

Pag. 185

“Eppure, quando fanno un giro in gondola di notte, con una bottiglia di vino nel secchiello del ghiaccio…”

Era una bottiglia di champagne Perrier-Jouët, con la sua brava ragione d’essere [FLIL, pp. 20-22].

Pag. 186

“… era una giornalista che lo aveva sposato soltanto per ottenere contatti, una donna ambiziosa ma priva di talento (una probabile frecciatina a Pauline)…”

Impossibile, l’ex moglie di Cantwell si era fatta legare le tube di Falloppio per non avere figli (Pivano non l’ha capito, per lei tubes erano camere d’aria), mentre Pauline gliene ha fatti due, di figli. Si riferiva a Martha Gellhorn, la terza moglie.

Pag. 186

“… i fucili per la caccia alle anatre, che aveva preso in prestito dal barone Alvarito, e il quadro di Renata al Gritti Palace, «dove saranno ritirati dal loro legittimo proprietario».”

I fucili sono di Cantwell, che se li era portati da Trieste, e vanno “in eredità” a un’unica proprietaria, dei fucili e del quadro, cioè Renata.

Pag. 187

“Come ha osservato John Paul Russo, il romanzo inizia e finisce nella palude su cui è costruita Venezia, un classico simbolo occidentale che rappresenta «contaminazione, malattia e morte».”

Una sciocchezza. La palude (che poi è una valle di pesca e caccia, piena di vita) è quella di San Gaetano, a circa 50 km in linea d’aria da Venezia, che è invece costruita sulla laguna navigabile, niente a che vedere con una palude mortifera.

Pag. 146 del testo inglese

“…Hemingway wrote to Marlene Dietrich from the Hotel Gritti on 1 July 1950 after putting the final touches to the novel.”

Impossibile, a quell’epoca Ernest era alla Finca. Nella traduzione italiana salta il riferimento all’Hotel Gritti.

Pag. 187

Circa a metà pagina c’è un refuso, colonello.

Pag. 187

“… il colonnello pensa «alla lunga distesa del Brenta dove sorgevano le grandi ville, con i prati e i giardini e i platani e i cipressi. Mi piacerebbe esser sepolto lassù, pensò. Conosco molto bene quei posti».”

Un altro errore di traduzione pivaniano che ha causato il fraintendimento di Bassano del Grappa per lassù. In realtà il colonnello si riferiva alla Riviera del Brenta, sul vecchio corso del Brenta tra Padova e Venezia, là fuori (out there) rispetto alla posizione attuale del colonnello, tra Mestre e Fusina, dove appunto sfocia il vecchio corso del Brenta.

  1. La torre bianca

Pag. 191

“… ripresero l’ Île-de-France da Le Havre, dove c’era Adriana che, insieme a un’amica, aveva fatto un lungo viaggio per riuscire a salutarli…”

Adriana era ospite a Parigi dell’amica Monique de Beaumont, quindi non si trattò di un lungo viaggio.

Pag. 191

“Mentre aiutava Gianfranco a trovare lavoro presso una compagnia di navigazione…”

Gianfranco Ivancich il lavoro se lo era trovato da solo, a New York, dove alloggiava nello stesso albergo dell’amico Giorgio Cini, proprietario della Sidarma [DFCK, p. 12].

Pag. 192

“Lei rimaneva con le sue matite e i suoi tubetti a disegnare nella casa per gli ospiti che si trovava all’interno di una torre…”

Alla Finca Vigía la casa per gli ospiti non era la torre bianca a sinistra della casa padronale, troppo angusta, ma la bassa costruzione a destra, la casita, ora occupata dagli uffici e dall’archivio del Museo Hemingway.

Pag. 195

“Ma non aveva mai preso in considerazione l’idea di sposare Hemingway, che una volta le aveva chiesto di diventare sua moglie…”

Una volta Hemingway aveva detto ad Adriana che non le avrebbe chiesto di sposarlo perché sapeva che avrebbe rifiutato [TB, p. 101].

Pag. 196

“Hemingway trovò la cosa molto divertente e disse ad Adriana che non bisognava prendersela con Afdera…”

Hemingway non trovò affatto divertente la cosa [FLIL, p. 56].

  1. Scampi e Valpolicella

Pag. 201

“… gli Hemingway si imbarcarono a Mombasa alla volta di Porto Said.”

Alla volta di Venezia, sulla motonave Africa del Lloyd Triestino. A Porto Said non avevano alcun interesse.

Pag. 156 del testo inglese

“… made in the Monti Lissini foothills…”

Refuso per Lessini.

Pag. 158 del testo inglese

“Lignano… was designed… as a series of concentric circles…”

In realtà il tracciato è a spirale.

Pag. 158 del testo inglese

“… Lignano Pineta Spa…”

Spa può dare l’impressione che si tratti di una località termale, in realtà è una forma societaria, Società per Azioni, SpA o S.p.A.

  1. La morte a Ketchum

Pag. 159 del testo inglese

“… Ingrid Bergman, who was performing as Joan of Arc at La Scala, but took a dislike to her lover, Roberto Rossellini, who he called «a 22-pound rat».”

All’epoca la Bergman e Rossellini erano sposati da quattro anni. La traduzione italiana riporta giustamente marito anziché amante, però «a 22-pound rat» diventa arbitrariamente “un perfetto mascalzone”, forse copiando dall’edizione italiana delle Lettere Scelte di Hemingway.

Bibliografia

ARIT – Hemingway, Ernest, Across the River and Into the Trees, Arrow Books, Random House, London 1994.

DFCK – Ivancich, Gianfranco, Da una felice Cuba a Ketchum, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2008.

DPDH – DeFazio, Albert J. III, edited by: Dear Papa, Dear Hotch, The Correspondence of Ernest Hemingway and A.E. Hotchner, University of Missouri Press, Columbia, Missouri 2005.

FLIL – Pozzi, Piero Ambrogio, Il Fiume, la Laguna e l’Isola Lontana, Comune di San Michele al Tagliamento 2016.

HIW – Hemingway, Mary Welsh, How It Was, Alfred A. Knopf, New York 1976.

LA – Pivano, Fernanda, Leggende Americane, Bompiani, Milano 2011.

SL – Hemingway, Ernest, Selected Letters 1917-1961, Edited by Carlos Baker, Panther Books, London 1985.

TB – Ivancich, Adriana, La torre bianca, Mondadori, Milano 1980.

La traduzione italiana diLines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

La traduzione italiana di

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

Le poesie di Ernest Hemingway sono poche e poco note. Ernest ne scrisse una per Adriana Ivancich, la ragazza veneziana della quale era innamorato; gliela dedicò da uomo distrutto ma non sconfitto[i], quando capì di dover rinunciare a lei. È l’ottantasettesima delle 88 poesie[ii] tradotte per Mondadori da Vincenzo Mantovani che, fuorviato da arbitrarie note di Nicholas Gerogiannis alla raccolta originale[iii] e dalle chiacchiere che imperversavano fin dal primo incontro di Ernest e Adriana nel dicembre del 1948, l’ha completamente travisata, scambiando un presagio del capolavoro di Ernest, Il vecchio e il mare, per lo sbrigativo congedo a una invadente ragazza italiana.

Copertina Complete Poems.jpg

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

Back To The Palace

And home to a stone

She travels the fastest

Who travels alone

Back to the pasture                                                            5

And home to a bone

She travels the fastest

Who travels alone –

Back to all nothing

And back to alone                                                             10

She travels the fastest

Who travels alone

But never worry, gentlemen

Because there’s Harry’s Bar

Afderas on The Lido                                                         15

In a low slung yellow car[1]

Europeo’s publishing

Mondadori doesn’t pay

Hate your friends

Love all false things                                                          20

Some colts are fed on hay

Wake up in the mornings

Venice still is there

Pigeons meet and beg and breed

Where no sun lights the square.                                    25

The things that we have loved are in the gray lagoon

All the stones we walked on

Walk on them alone

Live alone and like it

Like it for a day                                                                  30

But I will not be alone, angrily she said.

Only in your heart, he said. Only in your head.

But I love to be alone, angrily she said.

Yes, I know, he answered

Yes I know, he said.                                                           35

But I will be the best one. I will lead the pack.

Sure, of course, I know you will. You have a right to be.

Come back some time and tell me. Come back so I can see.

You and all your troubles. How hard you work each day.

Yes I know he answered.                                                 40

Please do it your own way.

Do it in the mornings when your mind is cold

Do it in the evenings when everything is sold.

Do it in the springtime when springtime isn’t there

Do it in the winter                                                             45

We know winter well

Do it on very hot days

Try doing it in hell.

Trade bed for a pencil

Trade sorrow for a page                                                  50

No work it out your own way

Have good luck at your age.

Finca Vigía, Cuba, December 1950

Copertina Poesie d'amore del '900Copertina 88 poesie 150 dpi

Versi per una ragazza 5 giorni dopo il suo 21esimo compleanno

Tornato al Palace

Tra le lenzuola

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola

Tornato al pascolo                                                              5

Col cuore in gola

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola…

Tornato a tutto il niente

E alla mia vita sola                                                            10

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola

Ma signori, niente paura

Perché c’è l’Harry’s Bar

Al Lido passa Afdera                                                         15

Sul suo basso giallo car

L’Europeo pubblica

Mondadori non paga

Odia gli amici

Ama tutto ciò ch’è falso                                                    20

Qualche puledro di fieno s’appaga

Ti svegli la mattina

Venezia è sempre là

I piccioni si cercano e s’accoppiano

Dove la piazza è nell’oscurità.                                         25

Le cose che abbiamo amato sono nel grigio della laguna

Tutti i sassi tra cui si fa la spola

D’ora in avanti camminaci da sola

Vivi pure da sola se ti piace

Ti piacerà per una giornata                                             30

Ma io non sarò sola, lei disse, incavolata.

Solo in cuor tuo, rispose. Solo nella tua mente.

Ma mi piace star sola, ribattè lei, furente.

Sì, lo so, disse lui

Sì, lo so, disse.                                                                     35

Ma sarò la migliore. In testa al branco.

Sì sì, lo so. Ne hai tutto il diritto.

Un giorno torna a dirmelo. Mostrami ciò che hai scritto

Tu e tutti i tuoi problemi. Non fai che lavorare.

Sì lo so rispose lui.                                                             40

Tu fa’ come ti pare

Fallo la mattina a mente fresca

Fallo la sera prima che tu esca.

In primavera, fallo, quando la primavera non è giunta

Fallo d’inverno                                                                   45

Lo conosciamo, l’inverno,

Fallo nei giorni più caldi

Cerca di farlo all’inferno.

Scambia il letto con una matita

Baratta con un foglio la tua pena                                   50

No, va’ pure per la tua strada

Ragazza, e buona fortuna.

Traduzione di Vincenzo Mantovani

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday (Versi a una ragazza per 5 giorni dopo, il 21° compleanno, come se all’originale mancasse una virgola, secondo una mia personale interpretazione) è una poesia rigorosamente autobiografica, che rispecchia la condizione creativa ed emozionale di Ernest al culmine del soggiorno cubano di Adriana, a cavallo tra il 1950 e il 1951. Il titolo è stato tradotto Versi per una ragazza 5 giorni dopo il suo 21esimo compleanno. La poesia però è stata scritta prima del compleanno – il 30 o il 31 dicembre 1950 in coerenza con la data dell’originale – perché Adriana compì il suo 21° anno, a quei tempi la maggiore età, il 4 gennaio del 1951. Già allora erano arrivate a Cuba notizie dello scandalo sollevato in Italia dalla pubblicazione dell’ultimo romanzo di Ernest, Across the River and Into the Trees, sebbene ancora non tradotto in italiano. Le malelingue, in particolar modo veneziane, avevano riconosciuto in Adriana la Renata che nel romanzo faceva l’amore in gondola con l’attempato colonnello Cantwell, evidente alter ego di Ernest.

Hemingway non aveva fatto molto per impedire l’equivoco, conseguenza del cameo di Marlene Dietrich che aveva celato nei capitoli 13 e 14 dello stesso romanzo, una dedica in ricordo del flirt che aveva avuto con lei nel 1934 a bordo del Paris, un transatlantico francese sulla rotta Le Havre – New York. Ne avrebbe portato il rimorso fino alla tomba.

Diversamente dalle altre poesie di Hemingway, in questa le quattro parole del primo verso hanno l’iniziale maiuscola: Ernest non scrive mai nulla a caso, e le maiuscole devono portare un significato. Potrebbero segnalare al lettore che si tratta appunto di una poesia diversa dalle precedenti, una poesia che segna un inizio, un po’ come i capilettera degli antichi testi miniati; e potrebbero essere un richiamo alle fatidiche Quattro Strade di Latisana, l’incrocio del primo incontro con Adriana, e alla Quarta Dimensione creativa di Ernest, evocata in un colloquio con l’amico fraterno Gianfranco Ivancich, fratello maggiore di Adriana.[iv] Le quattro iniziali formano inoltre l’acronimo BTTP, Back To The Past, ritorno al passato, spesso accennato in tutta l’opera dedicata ad Adriana, a partire da Across the River. Anche i titoli di Across the River and Into the Trees e The Old Man and the Sea portano quattro iniziali maiuscole.

La composizione apre sull’imminente amaro ritorno a Venezia di Adriana, che è di conseguenza il soggetto femminile del primo verso Back To The Palace, non maschile come nella traduzione corrente. Il Palace non è, come interpretato disinvoltamente da Gerogiannis e da Mantovani, l’albergo Gritti Palace. È invece la casa di Adriana, un palazzo vero, disegnato dal Sansovino e dimora del “ramo veneziano della famiglia”, come Ernest definiva gli Ivancich.[v] Quello che ora è il Palazzo Ivancich-Rota, a due passi da Piazza San Marco[vi].

Il secondo verso And home to a stone non può essere inteso Tra le lenzuola, se non con l’intenzione di associare con una traduzione arbitraria una allusione all’arbitraria interpretazione di Palace per Albergo. È impensabile che il traduttore non conoscesse il significato di stone. La congiunzione iniziale and indica che il soggetto è lo stesso del primo verso, quindi è Adriana stessa a custodire dentro di sé una metaforica pietra; sul cuore?

Quei due versi che troviamo poi, replicati, She travels the fastest / Who travels alone, sono una citazione al femminile da una poesia di Rudyard Kipling, The Winners, I vincitori (He travels the fastest / Who travels alone), per consolare Adriana dell’imminente separazione: la sua creativa intelligenza avrà campo libero verso il successo. Con questa poesia per la maggior età di Adriana, Ernest rinnova il dono per il Natale del 1950 appena trascorso, una moneta d’oro messicana con impressa una Vittoria alata. Assieme, un augurio e una profezia: la scrittura de Il vecchio e il mare, con quel protagonista, Santiago, specchio dell’innocenza e della semplicità di Adriana, avrebbe portato entrambi alla vittoria del Premio Nobel, due anni più tardi. Lui lo scrittore, lei la musa e autrice della straordinaria copertina dove il mare di Cuba si fonde col cielo. Quel libro è il capolavoro della White Tower Incorporated, la società Torre Bianca, il cui statuto firmato col sangue da Ernest, Adriana e Gianfranco, è sepolto in una bottiglia nel giardino della Finca, presso la Torre Bianca della ragione sociale.[vii] La Torre Bianca, la turris eburnea priva di telefono dove Ernest e Adriana si isolavano su piani diversi, a scrivere e disegnare nella loro quarta dimensione.

Il pasture del quinto verso va spiegato. Ricordato che il soggetto continua a essere femminile e continua a essere Adriana, a quale pascolo dovrà mai tornare? Pasture è contrapposto al successivo hay del verso 21, il fieno ordinario di cui si nutrono al chiuso alcuni colts coetanei di Adriana, giovani brocchi perditempo. Come noto da lettere di Hemingway, lei è The Great Black Horse, il Gran Cavallo Nero, spirito libero. Probabilmente Hemingway si era ispirato a Bucefalo, il cavallo grande e nero che solo Alessandro Magno aveva saputo domare. Chi avesse domato Adriana sarebbe stato re del mondo. Quindi non si deve pensare a un pascolo di mandrie e greggi, ma a liberi prati, il campo libero all’intelligenza e alla creatività del Gran Cavallo Nero.

Oltre alla pietra del secondo verso, Adriana custodisce un altrettanto inerte e freddo bone, un osso. Tradurre il sesto verso And home to a bone con Col cuore in gola è almeno fuori registro.

Il decimo verso And back to alone non contiene alcun possessivo: la traduzione E alla mia vita sola attribuisce pervicacemente il ritorno all’autore e non ad Adriana. Come risulta da La Torre Bianca, il libro da lei scritto, Adriana tendeva davvero a isolarsi per le sue poesie e i suoi disegnetti, sorda alle sollecitazioni della madre a condurre una vita normale.[viii]

Il verso 15 cita Afderas al plurale, riferendosi ad Afdera Franchetti – conoscente di Adriana Ivancich poi moglie di Henry Fonda – e alle donne del suo tipo: “…meglio essere di notte su un caccia senza altimetro e a corto di benzina che essere tirato in storie simili da donnette fuori di testa.” [ix] Le storie sono quelle diffuse per esempio dal settimanale L’Europeo, citato al verso 17.

Il verso 16 richiama un tipo di automobile in voga tra i giovani dell’alta società veneziana nei primi anni ’50, come poteva essere la MG TC Roadster o la Triumph 1800 Roadster gialla. Non capisco la scelta di non tradurre la parola car.

Al verso 17 continua il riferimento ad Afdera Franchetti, che aveva rilasciato una fantasiosa intervista all’Europeo, sostenendovi di essere l’amante di Papa Hemingway e di aver ispirato il personaggio di Renata in Across the River and Into the Trees, insieme con Adriana.

Il soggetto di Hate your friends del verso 19 e del successivo Love all false things è probabilmente da riferire ai gentlemen del verso 13, va dunque al plurale.

Il verso 20 Some colts are fed on hay è problematico, comunque sono i colts, i puledri, a svegliarsi al mattino nell’immutabile Venezia, immutati dal vivere nel loro ambiente chiuso, nutrendosi a fieno come in una stalla. Si veda la contrapposizione con lo spirito di Adriana, libera sui prati del verso 5.

Le stones del verso 27 non sono sassi tra cui si fa la spola, e immagino che Mantovani intenda il tradizionale “struscio”, le “vasche” della provincia italiana. A Venezia si fa il “liston” in Piazza, ma questa è soprattutto città dove perdersi e ritrovarsi tra le innumerevoli calli, nello stupore di infiniti scorci. Il concetto è ben espresso altrove da Hemingway.[x] Le stones sono le onnipresenti pietre squadrate della pavimentazione pubblica, i masegni di trachite euganea sui quali Ernest e Adriana camminavano anche senza meta nei giorni felici delle visite di Ernest a Venezia; felici anche nella invernale gray lagoon del verso 26.

Da quel verso la composizione assume la forma di colloquio, con la voce di Adriana dal verso 31. Il verso 36, But I will be the best one. I will lead the pack, richiama ancora l’immagine del Gran Cavallo Nero, il capo del branco.

Il verso 41, Please do it your own way, con quel do corsivo che è un commosso appello a fare quello che entrambi sanno, e che interpreto come il capolavoro nelle corde e nel cuore di Ernest, non può essere banalizzato e svilito ignorando il please e traducendolo Tu fa’ come ti pare. Ernest scriverà Il vecchio e il mare, come lui sa fare, his own way. La predizione è registrata nella Torre Bianca, nel capitolo Cojimar, proprio al tempo in cui fu scritta la poesia.

Il verso 43, Do it in the evenings when everything is sold, ha la fantasiosa traduzione Fallo la sera prima che tu esca. Quel sold probabilmente si riferisce alla conclusione della routine giornaliera.

Appare fuori luogo l’acida interpretazione degli ultimi versi da parte di Mantovani che, secondo me, sbaglia ancora soggetto quando non sono presenti i pronomi he o she, ignora la ripetizione di your own way al verso 51, infila una ragazza dove non c’è barattandola con la parola age dell’ultimo verso e trasforma la chiusa in un invio “a quel paese”, con la voce di Ernest che non si fa incantare da una smorfiosa in cerca di notorietà. Una chiusa che invece, con la voce affettuosa di Adriana, invita Ernest a creare l’opera più bella, quella che ora saprà come scrivere his own way, forte della carica d’amore e dolore della forzata separazione.

In conclusione, tutta la traduzione corrente è una successione di invenzioni arbitrarie, errori, cambi di genere e numero che sembrano soltanto scelte per compiacere il gossip. È davvero incomprensibile come la poesia in una tale traduzione, dove d’amore non c’è traccia, abbia potuto essere inserita anche nella raccolta mondadoriana Poesie d’amore del Novecento.[xi]

Qui sotto una mia proposta di nuova traduzione, che può essere definita a labour of love, offerta in spirito di servizio a una plausibile verità, per Ernest e Adriana. La voce di Adriana è sottolineata.

Versi a una ragazza per 5 giorni dopo, il 21° compleanno

Di Ritorno Al Palazzo

Con una pietra sul cuore

Va come il vento

Chi viaggia da sola

Di ritorno sui prati                                                              5

Col gelo nel cuore

Va come il vento

Chi viaggia da sola –

Di ritorno al gran nulla

Di nuovo da sola                                                                10

Va come il vento

Chi viaggia da sola

Ma niente paura, signori

Che c’è l’Harry’s Bar

Le Afdere al Lido                                                                15

Fiondate su spider gialle

L’Europeo pubblica, pubblica

Mondadori non paga

Odiate gli amici

Amate tutte le falsità                                                         20

Qualcuno cresce a fieno da puledro

Si sveglia la mattina

Venezia è sempre là

Con i piccioni che accattano in frotta e fan razza

Dove non c’è sole a schiarare la piazza.                        25

Quel che abbiamo amato è nella laguna grigia

Cammina da sola

Su tutte le pietre che abbiamo calcato

Vivi da sola e fa’ che ti piaccia

Che ti piaccia per quel giorno                                          30

Ma non sarò sola, disse in collera.

Soltanto nel cuore, disse lui. Nella testa.

Lo sai che mi piace star sola, disse in collera.

Sì, la risposta, lo so

Sì lo so, disse lui.                                                                35

Sarò la migliore, però. La prima del branco.

Certo che sì, lo sarai. Di diritto.

Torna a raccontarmi, una volta. Torna, fatti vedere.

Con tutti i tuoi guai. Com’è duro il lavoro tuo d’ogni giorno.

Sì, la risposta, lo so.                                                           40

Ti prego fallo come sai.

Fallo al mattino a mente fresca.

Fallo di sera quando tutto è sistemato.

Fallo in primavera quando la primavera non c’è

Fallo d’inverno                                                                    45

Lo conosciamo bene l’inverno

Fallo in canicola

Cerca di farlo all’inferno.

Il letto cambialo con una matita

Cambia il dolore in un foglio                                           50

No, dagli la forma che sai

E buona fortuna con l’età che hai.

Traduzione di Piero Ambrogio Pozzi

[1] Translator’s note: Mr. H must be insane. They do not have cars on The Lido.

A piè di pagina sul testo originale. In realtà si tratta di una nota dell’Autore: “Il signor H. deve essere matto. Non ci sono automobili al Lido.” Le automobili al Lido c’erano anche nel 1950, però (ndr).

[i] Destroyed but not defeated, in Ernest Hemingway, The Old Man and the Sea, The Reprint Society, London 1953, ritradotto per coerenza.

[ii] Ernest Hemingway, 88 poesie, a cura di Vincenzo Mantovani, Oscar Mondadori, Milano 1993.

[iii] Ernest Hemingway, Complete Poems, edited by Nicholas Gerogiannis, University of Nebraska Press, Lincoln NE 1992.

[iv] Gianfranco Ivancich, Da una felice Cuba a Ketchum, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2008, p. 120.

[v] Lettera del 3 luglio 1956 ad Harvey Breit. Ernest Hemingway. Selected Letters 1917-1961, Edited by Carlos Baker, Panther Books, London 1985, p. 861.

[vi] Si trova in Calle del Rimedio, Castello 4421, 45°26’09.6”N 12°20’26.2”E.

[vii] Adriana Ivancich, La Torre Bianca, Mondadori, Milano 1980, p.184.

[viii] Adriana Ivancich, La Torre Bianca, cit., p. 227.

[ix] Lettera del 13 ottobre 1950 a A.E. Hotchner, in Albert J. DeFazio III, edited by, Dear Papa, Dear Hotch, The Correspondence of Ernest Hemingway and A.E. Hotchner, University of Missouri Press, Columbia, Missouri 2005, pp. 81-82.

[x] Ernest Hemingway, Across the River and Into the Trees, Arrow Books, London 1994, cap. 21.

[xi] Poesie d’amore del Novecento, a cura di Paola Dècina Lombardi, Oscar Mondadori, Milano 2000.

La prossima volta pubblicherò il testo della conferenza tenuta al 13° Coloquio Internacional Ernest Hemingway, all’Avana, nel giugno 2011:

La storia di Ernest e Adriana nelle metafore di Across the River and Into the Trees e The Old Man and the Sea

Anche nel magnifico testo spagnolo di Liliana Piastra:

La historia de Ernest y Adriana en las metáforas de Al otro lado del río y entre los árboles y El viejo y el mar

Nota biografica?

Nota biografica?

Per lo scopo del mio particolare studio la biografia pubblica di Ernest Hemingway ha scarso interesse e, volendo, la si può esplorare tra le innumerevoli risorse in rete. Quel che non è ancora noto a tutti è il cambiamento interiore di Hemingway, esploso dopo l’incontro con Adriana Ivancich alle Quattro Strade di Latisana, il 10 dicembre 1948, e dissimulato nella sua dimensione privata di Hemingstein, quella che definiva quarta dimensione. Trovo quindi opportuno definire un piccolo schema temporale, all’interno del quale potrete poi collegare gli spunti dalla storia di Ernest e Adriana che andrò pubblicando.

Adriana + Ernest     600 dpi.jpg

Cronologia del secondo dopoguerra, quadro della storia di Ernest Hemingway e Adriana Ivancich

8 maggio 1945: Fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Ernest è a Cuba

14 marzo 1946: Sposa Mary Welsh

Fine agosto 1946: A Casper, Wyoming, poi a Sun Valley, Idaho

Dicembre 1946: A Cuba, fino a settembre 1947

Settembre 1947: A Sun Valley, Idaho, fino a febbraio 1948

Febbraio 1948: A Key West, Florida e poi a Cuba, fino  a settembre 1948

7 settembre 1948: Partenza per l’Italia per la prima volta dal 1927, sulla Jagiello

Fine settembre 1948: In Italia. Stresa, Como, Bergamo, Cortina (Villa Aprile), Venezia, Torcello

Venerdì 10 dicembre 1948: Primo incontro di Ernest e Adriana, alle Quattro Strade di Latisana

Sabato 11 dicembre 1948: Caccia alle anatre a San Gaetano presso Caorle, con Adriana

Fine di aprile 1949: Partenza dall’Italia

Giugno 1949: A Cuba, fino a novembre 1949

Metà novembre 1949: Qualche giorno a New York, poi imbarco per la Francia

Dicembre 1949: Nel sud della Francia con i Viertel

Gennaio 1950: Capodanno a Nervi con Mary, poi a Venezia per due mesi. Tiro alle statue con Nanuk Franchetti a San Trovaso. Invitato in Calle del Rimedio, dressed in blue. Invito a Cuba per Adriana e la madre Dora

Marzo 1950: A Parigi. Incontri con Adriana

22 marzo 1950: Partenza da Le Havre per gli Stati Uniti sull’Île-de-France, salutato da Adriana

Aprile 1950: A New York e poi a Cuba, fino a giugno 1953

7 settembre 1950: Esce Across the River and Into the Trees

27 ottobre 1950: Adriana arriva a Cuba sulla motonave Luciano Manara

30-31 dicembre 1950: Scrive per Adriana la poesia Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

4 gennaio 1951: 21° compleanno di Adriana, a Cuba

Gennaio 1951: Comincia a scrivere The Old Man and the Sea

7 febbraio 1951: Adriana parte da Cuba

28 giugno 1951: A Memphis muore Grace, la madre di Ernest

1° ottobre 1951: Muore a Los Angeles Pauline Pfeiffer, seconda moglie di Ernest

11 febbraio 1952: Muore a New York Charles Scribner III, editore di Ernest

1° settembre 1952: Esce The Old Man and the Sea, prima su Life e poi come libro

Fine giugno 1953: Arriva a Le Havre, accolto da Gianfranco Ivancich, poi a Parigi per pochi giorni

Luglio 1953: A Pamplona, Spagna

Agosto 1953: A Parigi e poi a Marsiglia. Partenza per Mombasa sul Dunnottar Castle

Settembre 1953: Safari in Africa, fino a marzo 1954

23-24 gennaio 1954: Doppio incidente aereo in Africa

10 marzo 1954: Partenza da Mombasa per Venezia sulla motonave Africa

26 marzo 1954: Arrivo a Venezia, da Adriana

Primi di maggio 1954: Partenza in macchina da Venezia per Madrid, con Hotchner

9 maggio 1954: A Nizza, Francia

Primi di giugno 1954: Ultimo incontro con Adriana a Nervi, partenza per Cuba sulla motonave Francesco Morosini, con scalo a Napoli

Luglio 1954: A Cuba, fino ad agosto 1956

11 dicembre 1954: L’ambasciatore John Cabot legge a Stoccolma il discorso di accettazione del Premio Nobel

Settembre 1955: Ultima lettera ad Adriana

Metà settembre 1955: Ernest riscrive il testamento per l’ultima volta, a favore di Mary

Fine agosto 1956: Partenza da New York per l’Europa sull’Île-de-France. A Parigi

Fine settembre 1956: A Madrid, fino a novembre 1956

Febbraio 1957: A Cuba, fino a settembre 1958

Settembre 1958: A Ketchum, Idaho, fino a febbraio 1959

22 aprile 1959: A New York. Pochi giorni dopo, partenza per Algeciras sulla Constitution

Estate 1959: In Spagna

21 luglio 1959: Ernest festeggia il 60° a La Consula presso Malaga, presente Gianfranco

Primi di ottobre 1959: A Parigi

Novembre 1959: A New York, poi a Cuba, poi a Ketchum, Idaho

Gennaio 1960: A Ketchum, Idaho

Febbraio 1960: A Cuba per l’ultima volta, fino a luglio 1960

25 luglio 1960: Lascia definitivamente Cuba

Agosto 1960: A La Consula, e Madrid, Spagna, fino a ottobre 1960

Ottobre 1960: A Ketchum, Idaho

30 novembre 1960: Alla Clinica Mayo di Rochester, Minnesota, fino al 22 gennaio 1961

24 gennaio 1961: A Ketchum, Idaho, fino a maggio 1961

Maggio 1961: Alla Clinica Mayo di Rochester, Minnesota, fino alla fine di giugno

30 giugno 1961: A Ketchum, Idaho

2 luglio 1961: Ernest si suicida a Ketchum

6 luglio 1961: Funerale di Ernest a Ketchum, presente Gianfranco

Cronologia basata su La torre bianca di Adriana Ivancich, Hemingway, Selected Letters 1917-1961 a cura di Carlos Baker, Hemingway Women di Bernice Kert, Dear Papa, Dear Hotch, corrispondenza tra Ernest Hemingway e Aaron Edward Hotchner, a cura di Albert J. DeFazio