La Guerra di Hemingway, la farsa di Nanda

HurtgenUomini della 28a Divisione di Fanteria USA, detta Bloody Bucket, nella foresta di Hürtgen (foto Warfare History)

La Guerra di Hemingway, la farsa di Nanda

In questo articolo prendo in considerazione alcuni brani di soggetto militare nel romanzo Across the River and Into the Trees, il cui protagonista è un combattente di professione con una malattia cardiaca che non dà scampo, un colonnello di solida cultura che sa ragionare di letteratura e arte ma che rimane soldato fino al midollo, e cerca di trattare civilmente la giovanissima innamorata, il suo primo, vero e ultimo amore. Nella traduzione italiana (Di là dal fiume e tra gli alberi) eseguita senza competenza, e senza nemmeno impegno, la resa degli aspetti militari offre esiti desolanti o comici, come quelli riportati, e riesce a mettere in caricatura la Guerra in un libro di amore, onore e morte. Dove ritenuto interessante, trascrivo anche la versione in tedesco di Annemarie Horschitz-Horst, anteriore a quella italiana di Fernanda Pivano di circa 13 anni.

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He looked up at the ceiling and he was completely desperate at the remembrance of his loss of his battalions, and of individual people. He could never hope to have such a regiment, ever. He had not built it. He had inherited it. But, for a time, it had been his great joy. Now every second man in it was dead and the others nearly all wounded. In the belly, the head, the feet or the hands, the neck, the back, the lucky buttocks, the unfortunate chest and other places. Tree burst wounds hit men where they would never be wounded in open country. And all the wounded were wounded for life. (Across the River and Into the Trees, capitolo 31)

Er blickte zu dem Licht an der Decke empor, und er war in der Erinnerung an der Verlust seiner Bataillone und einzelner Leute völlig verzweifelt. Er konnte niemals hoffen, je wieder ein solches Regiment zu haben. Es war nicht sein Werk gewesen. Er hatte es geerbt. Aber eine Zeitlang war es seine ganze Freude gewesen. Jetzt war jeder zweite Mann tot, und die andern waren fast alle verwundet. Im Bauch, im Kopf, in den Füßen oder den Händen, im Hals, im Rücken, im edlen Hinterteil, in der unseligen Brust und an den andern Stellen. Berstende Bäume und Holzsplitter trafen Männer, die im offenen Gelände niemals verwundet worden wären. Und all die Verwundeten waren auf Lebenszeit verwundet. (Traduzione in tedesco di Annemarie Horschitz-Horst)

Alzò lo sguardo verso la luce del soffitto e si sentì totalmente disperato al ricordo della perdita dei suoi battaglioni, e delle singole persone. Non avrebbe mai potuto sperar di avere un reggimento simile, mai più. Non lo aveva creato lui. Lo aveva ereditato. Ma per un certo periodo aveva costituito la sua grande gioia. Ora metà reggimento era morto e gli altri quasi tutti feriti. Nella pancia, nella testa, nei piedi, nelle mani, nel collo, nella schiena, nel sedere fortunato, nel petto sfortunato e in tutti gli altri punti. Tre ferite laceranti colpirono gli uomini dove non sarebbero mai stati feriti se fossero stati in zona aperta. E tutti i feriti erano feriti per la vita. (Traduzione di Fernanda Pivano)

Guardò la luce sul soffitto, sopraffatto dalla disperazione al ricordo della perdita dei suoi battaglioni, e di ogni singolo uomo. Non avrebbe mai sperato di avere un reggimento simile, mai. Non l’aveva costruito lui. L’aveva ereditato. Ma, per un certo tempo, era stato la sua grande gioia. Ora, di esso, un uomo su due era morto e quasi tutti gli altri erano stati feriti. Nella pancia, in testa, ai piedi o alle mani, al collo, alla schiena, nelle fortunate chiappe, allo sfortunato torace e in altri posti. Le deflagrazioni tra gli alberi ferivano gli uomini dove non sarebbero mai stati feriti in aperta campagna. E tutti i feriti restavano feriti a vita. (Proposta di P.A. Pozzi)

Ci sono altri due passi coordinati. Il primo dal capitolo 33:

And the place we were going to fight in, which I had taken a good look at, was going to be Passchendaele with tree bursts. I say that too much. But I think it too much.

Und die Gegend, in der wir kämpfen sollten, die ich genau studiert hatte, würde Passchendaele sein mit berstenden Bäumen un Holzsplittern. Das sag ich zu oft. Aber ich denk es zu oft. (Traduzione in tedesco di Annemarie Horschitz-Horst)

E il luogo dove dovevamo combattere, al quale avevo dato una bella occhiata, sarebbe stato Passchendaele, con tre attacchi. Lo dico troppo. Ma lo penso troppo. (Traduzione di Fernanda Pivano)

E il posto dove ci stavamo infilando a combattere, che avevo studiato attentamente, si avviava a diventare Passchendaele con in più le deflagrazioni tra gli alberi. Lo dico troppo spesso. Ma ci penso troppo spesso. (Proposta di P.A. Pozzi)

Il secondo dal capitolo 34:

It was Passchendaele with tree bursts, he told nobody except the wonder light on the ceiling. Then he looked at the girl, to see that she was sleeping well enough so even his thoughts would not hurt her.

Es war Passchendaele mit berstenden Bäumen un Holzsplittern, erzählte er niemandem als dem zauberhaften Licht an der Decke. Dann blickte er auf das Mädchen, um zu sehen, ob sie auch so gut schlief, daß ihr selbst seine Gedanken nichts anhaben konnten. (Traduzione in tedesco di Annemarie Horschitz-Horst)

È stato Passchendaele con tre attacchi, disse alla luce meravigliosa sul soffitto. Poi guardò la ragazza per vedere se dormiva abbastanza da non essere offesa neanche dai suoi pensieri. (Traduzione di Fernanda Pivano)

Fu Passchendaele, con in più le deflagrazioni tra gli alberi, disse lui a nessun altro che alla fantastica luce sul soffitto. Poi guardò la ragazza, per vedere che stava dormendo bene a sufficienza da non essere ferita nemmeno dai suoi pensieri. (Proposta di P.A. Pozzi)

Fernanda Pivano non sa percepire la differenza tra tree e three in tre successive e ravvicinate occasioni (nello stesso libro ha confuso bear con boar, stern con bow, beech con birch, twenty-eight con eighteen, leave con live, string con sting, platoon con battalion, G con GI, rider con driver…). Poi, non avendo capito il senso dell’espressione tree burst, ha tirato via in due modi diversi e ovviamente sbagliati. Per rendervi più chiaro il quadro, i soldati del colonnello Cantwell andavano all’attacco tra gli alberi della foresta di Hürtgen, si gettavano a terra tra uno sbalzo e l’altro e mai immaginavano di essere così più esposti agli scoppi delle granate a tempo e alle schegge di legno degli alberi colpiti dalle cannonate. La tecnica di bombardamento tree burst adottata dai tedeschi consisteva nel dirigere i colpi tra gli alberi, sopra l’obiettivo: non sempre si centravano alberi, ma sempre le granate scoppiavano in una pioggia di frammenti roventi. Se poi si colpivano alberi, questi a loro volta esplodevano in una pioggia di schegge di legno. Pare che dopo la battaglia di Hürtgen gli americani scegliessero di hug a tree, letteralmente “abbracciarsi agli alberi”, per proteggersi meglio dal fuoco di sbarramento tedesco. Noterete che la traduzione tedesca è un caso di overtranslation didascalica: spiega al lettore la faccenda delle schegge di legno, che nell’originale non sono citate. Passchendaele è una località presso Ypres, nelle Fiandre, teatro nel 1917 di una battaglia della I Guerra Mondiale che costò un gran numero di morti.

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‘We sound like song writers,’ the surgeon said. ‘But don’t you ever run into anything, or let any sparks strike you, when you’re really souped up on nitroglycerin. They ought to make you drag a chain like a high-octane truck.’ (Capitolo 2)

‘Wir reden ja wie die Textdichter’, sagte der Arzt. ‘Aber laufen Sie nur niemals irgendwo gegen und passen Sie auf, daß Sie nicht Feuer fangen, wenn Sie so mit Nitroglyzerin vollgepumpt sind. Man sollte Sie zwingen, eine Kette hinter sich her zu schleifen, wie ein hochexplosiver Sprengstoffwagen.’ (Traduzione in tedesco di Annemarie Horschitz-Horst)

‘Sembriamo scrittori di canzonette’ disse il chirurgo. ‘Ma non bisogna correre e non bisogna avvicinarsi al fuoco se si è miscelati a nitroglicerina. Dovrebbero metterti un riduttore come agli autocarri a nafta.’ (Traduzione di Fernanda Pivano)

Più verosimilmente:

‘Ci cantiamo i ritornelli come autori di canzoni,’ disse il dottore. ‘Ma vedi di non andare a sbattere contro qualcosa, e fa’ in modo di non beccarti scintille, perché sei letteralmente saturo di nitroglicerina. Dovrebbero farti trascinare una catena come gli autocarri pesanti.’ (Proposta di P.A. Pozzi)

Il nostro colonnello – siamo all’inizio della storia – passa una visita di controllo col medico militare che lo conosce e sa benissimo quanto sia compromessa la sua salute. Il referto elettrocardiografico è incompatibile con la malattia del colonnello, e il dottore non ha dubbi: il suo amico e paziente abusa di compresse di nitroglicerina, ovviamente come vasodilatatore, per vivere “gloriosamente” i suoi ultimi giorni. Da qui il consiglio amaramente scherzoso e l’accenno agli autocarri che trascinavano una catena: la catena scaricava a terra le cariche elettrostatiche, riducendo il pericolo di incendio, in particolare per mezzi adibiti al trasporto di esplosivi. Quella del riduttore è un’invenzione della Pivano, che anche qui non sa come cavarsela e s’inventa pure gli autocarri a nafta. I mezzi a motore americani della seconda guerra mondiale, dalle jeep agli autocarri ai carri armati, funzionavano tutti a benzina per semplificare gli approvvigionamenti di carburante, e l’espressione high-octane, specifica per la benzina, esclude a priori la nafta o il gasolio usato dai motori diesel, che infatti non c’entrano. In questo caso high-octane ha anche una valenza di efficienza, potenza, che oggettivamente è difficile rendere in italiano. La traduttrice tedesca non ha resistito a dare una sua personale spiegazione, abbastanza plausibile: ma le due righe originali son diventate quattro.

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He looked at himself in the mirror, set in the half closed door. It showed him at a slight angle. It’s a deflection shot, he said to himself, and they didn’t lead me enough. Boy, he said, you certainly are a beat-up, old looking bastard. (Capitolo 16)

Si guardò nello specchio, applicato alla porta socchiusa. Lo rifletteva leggermente d’angolo. È una fotografia presa di scorcio, disse fra sé, e non mi hanno fatto posare abbastanza a lungo. Figliolo, disse, non c’è dubbio che sei un vecchio bastardo frusto. (Traduzione di Fernanda Pivano)

Più verosimilmente:

Si guardò nello specchio, che era montato sulla porta semichiusa. Lo ritraeva un po’ obliquamente. Questo è un tiro laterale incidente, disse tra sé, ma non hanno puntato abbastanza davanti a me. Ragazzo, disse, sicuramente sei un malridotto bastardo con una faccia da vecchio. (Proposta di P.A. Pozzi)

Qui si va nella tecnica balistica, non in quella fotografica. Non si può pretendere l’impossibile da una intellettuale, whatever that means, con evidente deficit in quella che una volta si chiamava cultura generale, e nel comune buon senso. Quella di Pivano è una traduzione senza alcun senso.

Seduto sulla tazza, e osservandosi nello specchio un po’ di sbieco, come inquadrando un bersaglio, il colonnello nomina una tecnica di combattimento e tiro degli aerei da caccia che, attaccando lateralmente un avversario, deviano (deflection) la linea di mira sulla sua traiettoria prevista, portandola (lead) in avanti di quel tanto necessario a far coincidere il tempo di spostamento del bersaglio col tempo di volo del proiettile. Lo stesso vale per un tiro contro qualsiasi bersaglio in movimento. La malattia gli sta sparando addosso, e lui ancora non è stato centrato, ma è solo questione di tempo.

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palamita

Palamita o Bonito (Sarda sarda)

fired bullet

Proiettile a coda rastremata, esploso

There were the small soles, and there were a few albacore and bonito. These last, the Colonel thought, looked like boat-tailed bullets, dignified in death, and with the huge eye of the pelagic fish. They were not made to be caught except for their voraciousness. The poor sole exists, in shallow water, to feed man. But these other roving bullets, in their great bands, live in blue water and travel through all oceans and all seas. (Capitolo 22)

C’erano le sogliole piccole e c’erano qualche tonnetto e qualche ‘bonito’. Questi ultimi, pensò il colonnello, parevano sgombri, dignitosi nella morte e con l’occhio enorme del pesce d’oceano. Non erano destinati a esser catturati, se non a causa della loro voracità. Le povere sogliole vivono nelle acque basse, per nutrire l’uomo. Ma questi altri sgombri erranti, in grandi frotte, vivono nell’acqua azzurra e percorrono tutti gli oceani e tutti i mari. (Traduzione di Fernanda Pivano)

Più verosimilmente:

C’erano le piccole sogliole, e c’era qualche alalunga, qualche palamita. Queste ultime, pensò il colonnello, assomigliavano a proiettili a coda rastremata, nobili nella morte, e con gli immensi occhi dei pesci pelagici. Non sono nate per essere catturate, non fossero tanto voraci. La povera sogliola vive, in acque basse, per sfamare l’uomo. Ma questi altri proiettili erranti, nei loro grandi branchi, vivono in acque azzurre e viaggiano per tutti gli oceani e tutti i mari. (Proposta di P.A. Pozzi)

Effettivamente le palamite appartengono alla famiglia delle scombridae, ma l’autore ha detto ben altra cosa, ha parlato di pallottole, non di sgombri! I proiettili a coda rastremata (boat-tailed, come le barche a poppa) lo sono proprio per favorire la velocità, la penetrazione in un fluido. La palamita ha perfino rigature simili a quelle di un proiettile esploso! Questa, come altre similitudini, è ovviamente tipica di un personaggio totalmente immerso in situazioni e cose di guerra, e dovrebbe arrivare al lettore così come è stata pensata.

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cognac martell

‘WEHRMACHTS MARKETENDERWARE’ in rosso (foto www.cognac-ton.nl)

‘After Cherbourg we had everything. I took nothing but an Admiral’s compass because I had a small boat at that time on Chesapeake Bay. But we had all the Wehrmacht stamped Martell and some people had as much as six million German printed French francs. (…)’ (Capitolo 29)

‘Dopo Cherbourg trovammo tutto. Io ho preso soltanto la bussola di un ammiraglio, perché in quel periodo nella baia di Chesapeake avevo una nave troppo piccola. Ma trovammo tutto il falso Martell stampigliato dalla Wehrmacht e qualcuno trovò fino a sei milioni di franchi francesi stampati dai tedeschi. (…)’ (Traduzione di Fernanda Pivano)

‘Dopo Cherbourg fu tutto nelle nostre mani. Io non ho preso nient’altro che una bussola da ammiraglio perché a quel tempo avevo una barchetta nella baia di Chesapeake. Ma tutto il Martell marcato Wehrmacht era nostro, e qualcuno si è preso fino a sei milioni di franchi francesi stampati dai tedeschi. (…)’ (Proposta di P.A. Pozzi)

Chiudiamo in letizia. Seguendo Pivano, se il colonnello avesse avuto una nave più grande forse si sarebbe fregato un cannone da 305. Invece il soldato tutto d’un pezzo confessa una debolezza, una appropriazione indebita per dotare la sua barchetta di una bella bussola. Naturalmente il cognac Martell era autentico, imbottigliato e marcato per l’uso esclusivo della Wehrmacht. Figuriamoci se l’intendenza militare nazista si sarebbe lasciata prendere per i fondelli dai premurosi francesi.

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Piccola bibliografia

Hemingway, Ernest, Across the River and Into the Trees, Arrow Books, Random House, London 1994.

Hemingway, Ernest, Di là dal fiume e tra gli alberi, Traduzione di Fernanda Pivano, Oscar Mondadori, Milano 1986.

Hemingway, Ernest, Über den Fluss und in die Wälder, Übertragung von Annemarie Horschitz-Horst, Schutzumschlag von Adriana Ivancich, Rowohlt Verlag, Hamburg 1953.

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