L’aveva scritto prima Ernest

Quatre-Bras-Map

Mappa di John Fawkes, BritishBattles.com

L’aveva scritto prima Ernest

  

‘Will you tell me some true things about Paris? I love it so much and when I think of you taking it, then, it is as though I were riding in this gondola with Maréchal Ney.’

‘A no good job,’ the Colonel said. ‘Anyway, not after he fought all those rear-guard actions coming back from that big Russian town. He used to fight ten, twelve, fifteen times a day. Maybe more. Afterwards, he couldn’t recognize people. Please don’t get in any gondolas with him.’

‘He was always one of my great heroes.’

‘Yeah. Mine too. Until Quatre Bras. Maybe it wasn’t Quatre Bras. I’m getting rusty. Give it the generic title of Waterloo.’

‘Was he bad there?’

‘Awful,’ the Colonel told her. ‘Forget it. Too many rear-guard actions coming back from Moskova.’

 

‘Ti va di raccontarmi qualcosa di vero su Parigi? L’amo tanto che quando penso a te che la prendi, be’, è come se fossi in gondola col Maréchal Ney.’

‘Non è un buon affare,’ disse il colonnello. ‘A ogni modo, non dopo tutti quei combattimenti di retroguardia durante la ritirata da quella grande città russa. Era costretto a combattere dieci, dodici, quindici volte al giorno. Forse anche di più. Dopo, non era in grado di riconoscere la gente. Non salire mai in gondola con lui, per piacere.’

‘È sempre stato uno dei miei grandi eroi.’

‘Già. Anche dei miei. Fino a Quatre Bras. Forse non era Quatre Bras. Mi sto arrugginendo. Assegniamogli il titolo generico di Waterloo.’

‘Si è comportato male laggiù?’

‘Terribile,’ le disse il colonnello. ‘Lasciamo perdere. Troppe azioni di retroguardia nella ritirata dalla Moscova.’ (Traduzione di P.A. Pozzi)

Siamo al cruciale capitolo 13 del romanzo Across the River and Into the Trees, di Hemingway. Avete letto una parte della conversazione in gondola tra i protagonisti, la contessa Renata e il colonnello Cantwell, che cita Quatre Bras: è il luogo della battaglia persa contro inglesi e olandesi dal Maresciallo Ney che però, bloccandoli, ha consentito la contemporanea vittoria di Napoleone – l’ultima dei francesi – contro i prussiani di Blücher, presso la vicina Ligny, durante la campagna di Waterloo.

Nel dicembre del 1948, prima della totale riscrittura del libro, Hemingway aveva avuto il suo primo incontro con Adriana Ivancich a un incrocio di Latisana che già aveva un nome, piazzale Osoppo, ma che doveva assumerne uno più importante, storico-letterario oltre che intimo, cioè noto soltanto a loro due nel significato nascosto. Ed ecco che Quatre Bras compare in Across the River, romanzo ispirato da Adriana che ha il suo punto chiave proprio in quell’incrocio di Latisana. Più tardi, nel 1980, Quatre Bras troverà la sua trasposizione italiana e friulana, Quattro Strade, un nome che nessuno aveva mai usato, ma che Adriana registra nel suo libro La Torre Bianca, come se fosse il nome noto a tutti per quel crocevia.

Ora lo è.

Quatre Bras: luogo della prima battaglia della campagna di Waterloo (16-18 giugno 1815), nell’attuale Belgio, un incrocio tra le strade Bruxelles-Charleroi (attuale N5) e Nivelles-Namur (attuale N93). L’ultimo incrocio del Maresciallo Ney.

Quattro Strade: incrocio nel Friuli Venezia Giulia tra le strade Venezia Mestre-Trieste (attuale statale 14) e Latisana-Codroipo (attuali provinciali 7 di Latisana e 39 del Varmo). L’ultimo incrocio del colonnello Cantwell e di Ernest Hemingway, la road juncture che ha deciso il percorso finale della sua vita.

È del tutto possibile che Hemingway pensasse all’incrocio di Latisana nel momento in cui fissava sulla carta le ultime gesta del Maresciallo Ney; e alle battaglie di retroguardia del Maresciallo, che non c’entravano affatto con la campagna di Waterloo, può aver associato quelle del proprio passato di relazioni. È l’epoca delle conversazioni con Adriana a passeggio sui masegni di Venezia, in qualche modo riflesse in quelle tra Cantwell e Renata, e sono sicuro che quell’incrocio sia tornato spesso nel gradito e felice ricordo dei due complici, colorandosi di Quatre Bras e Quattro Strade, tra i codici della loro strana intimità; strana perché a tutti noi estranea, percepibile soltanto da quanto Ernest e Adriana hanno lasciato scritto, e certamente non dal gossip né dalle chiacchiere dei bene informati. Adriana l’ha lasciato scritto trent’anni dopo Ernest, nel suo libro di memorie La Torre Bianca, nella prima pagina:

Uscita dal paese mi fermo vicino all’incrocio delle quattro strade. Sono in anticipo. Vado a curiosare nella vetrina del negozio  all’angolo: bulloni, chiavi inglesi, zappe, secchi infilati uno nell’altro. Una volta i secchi erano di rame e luccicavano.

Dopo un’ora o due di attesa, la Buick di Ernest passa a raccogliere Adriana. Da lì parte il racconto della relazione della ragazza con Hemingway, che parla con lei un paio di pagine più avanti:

‘Carlo mi ha detto che abiti oltre il fiume.’

‘Sì, oltre il fiume.’

‘Ricordo la casa. Ricordo i grandi alberi. Ci sono passato durante l’altra guerra. Truly sorry che in questa noi americani l’abbiamo distrutta. I hope you will be able to forgive us.’

È una bugia, non saprei se di Ernest o di Adriana che la trascrive, dal momento che Hemingway nella Prima Guerra Mondiale non era mai stato a est del Piave, ma la bugia si limita al racconto ‘aggiustato’ di fatti veri.

Dalle Quattro Strade parte il racconto di Adriana nella Torre Bianca, dalle Quattro Strade parte l’azione di Across the River and Into the Trees, alle Quattro Strade finisce la piccola epopea del colonnello Cantwell. Chissà come viene la traduzione in francese di Quattro Strade… Quatre Bras?

Comunque l’aveva scritto prima Ernest.

 

* * *

 

Piccola bibliografia

Hemingway, Ernest, Across the River and Into the Trees, Arrow Books, Random House, London 1994.

Ivancich, Adriana, La torre bianca, Mondadori, Milano 1980.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *