L’Omino Michelin

bibendum

L’Omino Michelin

C’era una volta un Omino Michelin. Non sapete cos’è un Omino Michelin? Ma sì, quel pupazzo tutto bianco e tondo tondo che fa la pubblicità alle gomme, agli pneumatici… In Francia, dov’è nato, lo chiamano Bibendum. Ce ne sono animati, che corrono, saltano e rimbalzano, e altri, come il nostro, più tranquilli, che passano la vita appollaiati sopra la cabina di un autocarro, come portafortuna.

Il nostro Omino però, com’era successo anche a Pinocchio, era speciale: pensava, gioiva e soffriva come un essere umano. Solo che, al contrario di Pinocchio, non aveva il dono della parola, e così nessuno se n’era mai accorto.

L’Omino si era sentito vivo il giorno stesso in cui René si era comprato un autocarro Renault nuovo nuovo, con le gomme Michelin, ed era uscito in strada per la prima volta, suonando le grandi trombe cromate.

Il boato della tromba più grossa l’aveva svegliato dal suo sonno di gomma, e così, aprendo gli occhi spaventato, aveva visto il mondo per la prima volta. Passato lo spavento, però, aveva cominciato a interessarsi delle cose che vedeva e sentiva, belle e brutte, ma che sempre lo incuriosivano. Si era affezionato a René, il suo padrone, e aveva scoperto che René non era il suo vero nome: si chiamava Giulio, ma era tanto innamorato della Francia da trasformare alla francese tutto il suo piccolo mondo, a cominciare da se stesso. Aveva deciso di chiamarsi René da quando aveva conosciuto la sua ragazza, perché si era sentito rinascere a nuova vita (René vuol dire Renato, nato di nuovo). Poi, impegnando tutti i suoi risparmi e indebitandosi fino al collo, aveva cambiato il suo vecchio camioncino OM con un autocarro francese Renault, naturalmente tutto azzurro, che aveva battezzato Voilà, perché riusciva ad arrivare sempre in tempo dappertutto. E aveva voluto che le gomme fossero francesi, Michelin appunto. Così gli avevano regalato l’Omino da mettere in alto, seduto sopra la cabina, vicino alle trombe e all’antenna del baracchino (il baracchino è la radio che usano i camionisti per farsi compagnia).

La ragazza di René si chiamava Fiorella, ma lui la chiamava Fontanella, perché aveva la lacrima facile. Ogni tanto Fontanella, quando era libera dai lavori di casa, accompagnava René, che era sempre in viaggio e aveva poco tempo da passare con lei. Così l’Omino ascoltava tutti i discorsi e i progetti che facevano lungo la strada. René fantasticava, fantasticava a voce alta, e descriveva un futuro prospero e fortunato, e Fontanella era così contenta che piangeva continuamente di felicità. L’Omino si divertiva un mondo a sentirlo, perché René ogni volta ne inventava una nuova. Però l’Omino, che non aveva altro da fare, e quindi pensava giorno e notte, si rendeva conto che il tempo passava, ma la fortuna non arrivava, e che il gruzzolo dei due fidanzati cresceva troppo lentamente, e che di questo passo non avrebbero potuto comprarsi una casa e sposarsi… Cosa poteva fare un pupazzo di gomma per aiutare i suoi amici? L’Omino si preoccupava, e intanto registrava tutte le fantasticherie di René, tanto belle da sembrare fiabe. Ma René non era bravo a fare i conti, e ogni tanto qualcuno non lo pagava, ed era anche successo che gli rubassero tutta la merce dal camion, insomma la prosperità non arrivava mai!

Un bel giorno René portò Fontanella con sé per il trasloco di una grande libreria per bambini. Mentre i facchini caricavano casse e casse di libri, il libraio chiacchierava con René e Fontanella, spiegando che doveva lasciare il bel negozio sulla piazza principale perché era troppo costoso, e gli incassi non erano più quelli dei bei tempi, quando la televisione ancora non esisteva e i bambini andavano a letto presto, addormentandosi al racconto delle fiabe. Ora libri per bambini se ne vendevano sempre meno, perché i bambini si annoiavano alle vecchie storie, e poche se ne scrivevano di nuove. L’Omino sentì, e rileggendo nel suo cuore di gomma le mille meravigliose storie raccontate da René, capì in un lampo che René aveva sbagliato mestiere! Presto, doveva fare presto, questa era l’occasione che aspettava per aiutare il camionista sfortunato! Ricominciò a leggere di nuovo tutte le storie che aveva registrato, sempre più velocemente, e intanto il suo piccolo cuore di gomma si gonfiava, si gonfiava di commozione e felicità, finché BUM! … con un botto fortissimo l’Omino scoppiò di gioia, e le mille storie, scritte con l’inchiostro azzurro della bontà, scesero volteggiando come farfalle in testa al libraio, che le raccolse a una a una, scoprendo pieno di meraviglia che le fiabe si scrivevano ancora! Moderne, aggiornate, tecnologiche… le storie di René e Fontanella, tanto vere da essere verosimili, finalmente con i camion e le villette a schiera, altro che zucche semoventi e castelli di cristallo!

Dopo qualche mese René vendeva il suo autocarro Renault. Aiutato dal libraio, era diventato uno scrittore di fiabe, molte delle quali avevano per protagonista l’Omino Michelin. Ricco e famoso, vive e vivrà a lungo felice e contento con la sua Fontanella, che per prima leggerà sempre le sue storie, regolarmente piangendo di gioia.

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